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Guida all'acquisto · Settembre 2026

Le serate si allungano.
Le zanzare anche.

Come ti trova una zanzara, da dove arrivano le quattro molecole che la confondono, come si misura in laboratorio una protezione dichiarata «8 ore» e i cinque errori che la azzerano sul tuo terrazzo.

Redazione di Vivere Fuori· Aggiornato il 7 settembre 2026· Lettura 11 min
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Le nove e mezza di sera

Fine agosto, un tavolo apparecchiato fuori, il primo bicchiere ancora pieno. È il momento esatto in cui una serata italiana d'estate decide come andrà a finire: c'è chi si alza per prendere qualcosa in casa e non torna più, e chi resta seduto fino a mezzanotte.

La differenza, quasi sempre, è una nuvola invisibile di anidride carbonica sospesa un metro e mezzo sopra la tavola. Perché è questo che una zanzara percepisce per prima: non te, ma il tuo respiro.

Vale la pena capire come funziona la caccia, prima di scegliere che cosa metterti sulla pelle. Da lì in poi tutto diventa più semplice — anche leggere un'etichetta al supermercato in trenta secondi.

3fasi nella caccia,
a distanze diverse
4sostanze attive
autorizzate in Europa
5errori d'uso che
azzerano la protezione
01 — Come ti trova

La caccia comincia a dieci metri da te

Non ti vede. Ti ricostruisce, un indizio alla volta, e ogni indizio funziona solo entro una certa distanza.

Una zanzara che caccia non punta a un bersaglio: risale una scia. La prima traccia utile è l'anidride carbonica che espiri, un pennacchio che il vento allunga e sfilaccia per una decina di metri. Lei lo intercetta e vola controvento a zig-zag, uscendo e rientrando nella scia: finché la sente, prosegue; quando la perde, allarga la ricerca.

A pochi metri l'aria comincia a dire altre cose. Il calore del corpo, l'umidità della pelle, e soprattutto l'odore — che non è il tuo, ma quello dei batteri che vivono sulla tua pelle e trasformano il sudore in acido lattico, ammoniaca, acidi grassi. È il motivo per cui a parità di tavolo qualcuno viene punto il doppio: composizione della flora cutanea, non sfortuna.

Nell'ultimo mezzo metro entra in gioco anche la vista, e la scelta del punto d'atterraggio smette di essere casuale. Caviglie e piedi vincono quasi sempre: sono lontani dalle mani che scacciano, hanno una carica batterica più alta e stanno alla quota giusta.

Un dettaglio che quasi nessuno sa: punge solo la femmina, e non per nutrirsi. Vive di nettare come il maschio; il sangue le serve come materia prima per le uova. Il pasto dura due o tre minuti, e ogni interruzione la costringe a ricominciare — su di te o su qualcun altro.

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  1. Fino a ~10 metriL'anidride carbonica del respiro. Vola controvento a zig-zag lungo la scia.
  2. Pochi metriCalore del corpo, umidità e odore prodotto dai batteri della pelle.
  3. Ultimo mezzo metroEntra in gioco la vista, e la scelta del punto d'atterraggio.

Le distanze sono indicative: dipendono dal vento, dalla temperatura e dalla specie. Il principio però non cambia — ogni indizio funziona solo entro il suo raggio, e i repellenti cutanei agiscono sull'ultimo tratto.

Ed è qui che vale la pena chiarire un equivoco. Un repellente cutaneo non uccide e non «respinge» nel senso letterale: rende illeggibili gli indizi dell'ultimo tratto. La zanzara arriva lo stesso fino a te, ma sulla pelle trattata non trova più il segnale che si aspettava, e riparte. Per questo la copertura deve essere completa: un centimetro scoperto è un centimetro perfettamente leggibile.

Non ti respinge. Ti rende illeggibile.

Il principio di funzionamento di ogni repellente cutaneo

02 — Da dove arrivano

Una molecola nata per l'esercito, e le tre che sono venute dopo

Le sostanze attive autorizzate in Europa per l'uso sulla pelle sono quattro. Hanno tutte una data di nascita e un motivo per esistere.

1946Alla fine della Seconda guerra mondiale l'esercito statunitense esce dalle campagne nel Pacifico con un problema logistico enorme: gli insetti pungenti costano più uomini di molte battaglie. Il Dipartimento dell'agricoltura mette in piedi un programma di screening su migliaia di composti e ne trova uno che regge ore sulla pelle. Si chiama N,N-dietil-m-toluammide; per tutti sarà DEET. Resta militare per un decennio, poi nel 1957 arriva sul mercato civile e per quarant'anni non ha rivali.

Funziona. Ma ha due difetti che chiunque l'abbia usato conosce: l'odore, e il fatto che scioglie le materie plastiche. Chi ha rovinato la montatura degli occhiali o il quadrante di un orologio in vacanza sa esattamente di cosa parliamo.

Anni OttantaIn un laboratorio tedesco si mette a punto una molecola con un obiettivo dichiarato: la stessa durata, senza i due difetti. Ne esce l'icaridina — nei documenti tecnici la trovi come picaridina o KBR 3023. È quasi inodore, non unge, non attacca le plastiche. È il motivo per cui oggi la maggior parte dei prodotti pensati per l'uso quotidiano in Europa parte da lì.

Le altre due completano il quadro. L'IR3535 nasce in ambito farmaceutico da una struttura vicina a un amminoacido, con un profilo pensato per essere delicato e una durata più corta. Il citriodiol — o PMD — si ricava distillando le foglie di un eucalipto australiano: è l'unico di origine vegetale, il che non lo rende meno biocida degli altri, solo più profumato.

Sono quattro. Tutto il resto che trovi sullo scaffale contiene una di queste quattro, oppure non contiene nulla che ti protegga davvero.

03 — Il numero in etichetta

Dove nascono davvero le «8 ore»

In una stanza con un cubo di rete metallica, un braccio e un cronometro. Vale la pena sapere com'è stato misurato il numero che ti sta convincendo.

Il metodo è più artigianale di quanto immagini, e proprio per questo è standardizzato. Si tratta l'avambraccio di un volontario con una quantità precisa di prodotto, si lascia asciugare, poi lo si introduce a intervalli regolari in una gabbia che contiene un numero noto di zanzare affamate. Si cronometra fino alla prima puntura confermata — di solito serve una seconda puntura nello stesso intervallo per chiudere la prova. Quel tempo è la durata di protezione completa.

La stanza ha temperatura e umidità controllate. Il braccio non suda, non entra in acqua, non sfrega contro una manica, non prende vento. È una misura pulita, ripetibile, confrontabile fra prodotti — ed è esattamente per questo che non è una promessa su come andrà la tua serata.

Il numero in etichetta è quindi un tetto, non un pavimento. Il modo giusto di leggerlo è comparativo: fra due prodotti, quello che dichiara di più durerà di più anche da te. Solo, entrambi dureranno meno.

Durata indicativa della protezione

Quanto dura davvero un'applicazione

Icaridina al 20% — la più usata nei prodotti quotidiani 6–8 ore
DEET al 30–50% — riferimento per le aree tropicali 6–10 ore
IR3535 profilo delicato, va riapplicato più spesso 4–6 ore
Citriodiol / PMD di origine vegetale, ma sempre un biocida 4–6 ore
0246810 ore

La barra piena arriva alla durata massima dichiarata; la tacca chiara segna il valore minimo. Valori di riferimento tratti dalle fonti in fondo alla pagina: variano con la concentrazione, la temperatura, la sudorazione e la formulazione specifica.

Icaridina

picaridina · KBR 3023

Inodore o quasi, non unge, non aggredisce plastiche e tessuti sintetici. È la scelta più «pulita» per l'uso di tutti i giorni: la si applica prima di uscire e non si sente addosso.

DEET

N,N-dietil-m-toluammide

Il riferimento storico, molto efficace anche in ambienti tropicali. Può rovinare plastiche, occhiali e tessuti tecnici, e ha un odore marcato che non tutti tollerano.

IR3535

etil butilacetilamminopropionato

Profilo delicato, spesso scelto nelle formulazioni pensate per la famiglia. La durata è inferiore: va messo in conto di riapplicarlo nel corso della serata.

Citriodiol / PMD

da eucalipto citriodora

Di origine vegetale, ma resta a tutti gli effetti un biocida con le stesse cautele degli altri. Odore agrumato intenso; in genere non indicato sotto i tre anni.

Perché la citronella profuma e basta

Gli oli essenziali evaporano in fretta: quello che sulla pelle regge venti o trenta minuti non può competere con una molecola progettata per restare ore. Un prodotto senza una delle quattro sostanze attive — o senza la percentuale dichiarata in etichetta — non è un repellente: è un profumo. «Estratti di citronella» in fondo alla lista degli ingredienti, senza concentrazione indicata, non dicono nulla sull'efficacia.

04 — Etichetta

I tre numeri che contano

Trenta secondi davanti allo scaffale bastano, se sai dove guardare. Tutto il resto della confezione è comunicazione.

ESEMPIO SPRAY REPELLENTE SOSTANZA ATTIVA Icaridina 20% DURATA DICHIARATA fino a 8 ore AUTORIZZAZIONE Reg. n. 00000 100 ml ℮ 1 La percentuale Scritta in chiaro, non «con icaridina» 2 La durata È un massimo di laboratorio, non una garanzia 3 L'autorizzazione Se non c'è, non è un repellente autorizzato

In Italia i repellenti cutanei rientrano fra i prodotti biocidi, o restano Presidi Medico Chirurgici a seconda del regime autorizzativo con cui sono stati immessi in commercio. Sono due binari amministrativi diversi che portano alla stessa conclusione pratica: sull'etichetta deve comparire un numero di autorizzazione o di registrazione.

È l'unico modo, davanti allo scaffale, per distinguere un repellente da un cosmetico profumato. E, non secondariamente, è la differenza fra un prodotto la cui efficacia è stata valutata da un'autorità e uno che si limita a dichiararla sulla confezione.

Flacone di Autan Defense Tropical, spray insettorepellente da 100 ml con erogatore vapo

Immagine del prodotto utilizzata a fini identificativi del prodotto pubblicizzato. Autan® è un marchio registrato di S.C. Johnson & Son, Inc.

Il prodotto di cui parliamo · contenuto pubblicitario

Autan Defense Tropical, 100 ml

Icaridina al 20%, formato vapo da 100 ml. Lo segnaliamo perché è un prodotto che rispetta i criteri di cui sopra — sostanza attiva dichiarata, concentrazione in chiaro — ed è facilmente reperibile in Italia. Non è un nostro prodotto: Autan è un marchio di S.C. Johnson & Son ed è venduto da terzi. Noi ne parliamo a scopo pubblicitario e guadagniamo una commissione se acquisti tramite il nostro link.

  • Sostanza attiva: icaridina 20%, dichiarata in etichetta
  • Fino a 8 ore contro zanzare comuni, tigre e tropicali — durata dichiarata dal produttore
  • Fino a 3 ore contro zecche e tafani — durata inferiore, dichiarata dal produttore
  • Formato vapo da 100 ml · codice MINSAN 983191420, identificativo del canale distributivo italiano
  • Il numero di autorizzazione come biocida o PMC è riportato sulla confezione: verificalo in etichetta prima dell'uso
7,92 € 100 ml · IVA inclusa

Prezzo di listino indicato dal venditore: 12,90 €. Prezzo rilevato su Farmaè il 7 settembre 2026 e soggetto a variazione senza preavviso: fa fede il prezzo esposto sul sito del venditore al momento dell'ordine.

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05 — Applicazione

Come usarlo senza sprecarne metà

Torniamo all'ultimo mezzo metro. Il prodotto funziona dove c'è: la differenza fra una serata tranquilla e una passata a grattarsi sta quasi sempre qui, non nel flacone.

  1. Spruzza sulla pelle scoperta, non sui vestiti

    Caviglie, polpacci, avambracci, collo e nuca sono i punti più colpiti — non a caso, sono quelli che la zanzara legge meglio. Sotto i jeans non arriva, e il prodotto lì è sprecato.

  2. Distribuisci con le mani

    La nebulizzazione lascia sempre delle zone scoperte, e ogni zona scoperta resta perfettamente leggibile. Dopo aver spruzzato, stendi il prodotto con il palmo: è il passaggio che quasi tutti saltano.

  3. Per il viso, spruzza prima sulle mani

    Mai direttamente in faccia. Si applica sulle mani e si passa su guance e fronte, evitando occhi e labbra.

  4. Riapplica dopo il bagno o una sudata forte

    La durata dichiarata vale sulla pelle asciutta e integra — le condizioni della gabbia di laboratorio. Acqua e asciugamano azzerano lo strato applicato.

  5. Prima la crema solare, poi il repellente

    Nell'ordine inverso la protezione solare non si assorbe e il repellente si perde quasi subito.

06 — Calendario

La stagione non finisce a ferragosto

È l'errore di pianificazione più comune: si compra a giugno, si smette a fine agosto, e settembre arriva impreparato.

Andamento tipico in Italia

GFMAMGLASOND

Andamento indicativo: cambia molto per regione e per anno. Lungo le coste, in Liguria, in Toscana e in tutto il Centro-Sud la coda si allunga; in montagna e al Nord interno la stagione si chiude prima. A decidere sono la temperatura e la disponibilità di acqua ferma, non il calendario.

La zanzara tigre, la specie che in Italia ha cambiato le abitudini di tutti, non ha bisogno di uno stagno. Le basta un sottovaso, un tombino, un secchio dimenticato, il fondo di un giocattolo lasciato in giardino: pochi centimetri d'acqua ferma per una decina di giorni. È una specie urbana, con un raggio d'azione di poche decine di metri dal punto in cui è nata — il che significa, quasi sempre, che quella che ti punge sul terrazzo è nata sul terrazzo.

Da qui la regola più efficace e meno costosa dell'intera stagione: svuotare i sottovasi ogni due o tre giorni. Nessun prodotto compete con il togliere di mezzo il posto in cui nascono.

07 — Errori

Tre cose che vediamo continuamente

Fidarsi solo del braccialetto

Un dispositivo che rilascia sostanza attiva in un raggio di pochi centimetri protegge, al massimo, il polso. La zanzara non legge il polso: legge la caviglia. Ha senso come complemento, mai come sostituto di un repellente cutaneo.

Metterne pochissimo «perché è chimico»

Sotto-dosare non riduce l'esposizione in modo utile: rende inefficace l'applicazione, e si finisce a spruzzare quattro volte in una serata. Meglio una applicazione corretta, rispettando le indicazioni riportate in etichetta.

Ignorare i sottovasi

Un sottovaso pieno d'acqua sul balcone basta a far completare il ciclo a una nuova generazione a pochi metri dal tavolo. Svuotarli ogni due o tre giorni incide più di qualunque prodotto.

08 — Domande frequenti

Quello che ci chiedete più spesso

Icaridina o DEET: quale scegliere?

Per l'uso in Italia — giardino, terrazzo, passeggiata serale, campeggio — l'icaridina al 20% offre una durata paragonabile con un profilo molto più comodo: niente odore forte, nessun danno a plastiche e tessuti tecnici. Il DEET ad alta concentrazione resta il riferimento per i viaggi in aree tropicali.

Perché alcuni vengono punti molto più di altri?

Conta soprattutto l'odore prodotto dai batteri che vivono sulla pelle, che varia da persona a persona, insieme alla quantità di anidride carbonica emessa — chi ha una corporatura più grande o ha appena fatto sforzo fisico ne emette di più. Sono differenze reali e stabili, non impressioni. Non si cambiano, ma si coprono.

Si può usare sui bambini?

Le età minime cambiano da prodotto a prodotto e sono sempre indicate in etichetta: è l'unica fonte da seguire, insieme al parere del pediatra. Come regola generale, sui bambini si applica sulle mani dell'adulto e si stende, mai spruzzando direttamente, e mai su mani che finiscono in bocca.

Quanto dura un flacone da 100 ml?

Dipende da quanta superficie copri e da quante volte riapplichi: una persona che lo usa ogni sera su braccia e gambe consuma molto meno di una famiglia che lo usa più volte al giorno in vacanza. Il numero di erogazioni non è dichiarato dal produttore, quindi non ti diamo una cifra: regolati sul tuo uso.

Funziona anche contro tafani e zecche?

Sì, ma per un tempo più breve. Sulla confezione del prodotto di cui parliamo la durata dichiarata scende a un massimo di tre ore contro zecche e tafani, contro le otto dichiarate per le zanzare. È una differenza che cambia il modo di usarlo: in una giornata all'aperto va messo in conto di riapplicarlo.

Macchia i vestiti o rovina gli occhiali?

L'icaridina, a differenza del DEET, non attacca le materie plastiche: montature, quadranti degli orologi e tessuti sintetici non vengono intaccati. Resta buona pratica lasciare asciugare la pelle qualche secondo prima di rivestirsi.

E le candele, le spirali, i dispositivi a ultrasuoni?

Candele e spirali agiscono sull'aria attorno, non sulla pelle: in assenza di vento e in uno spazio raccolto danno una mano, all'aperto e con una brezza contano poco. Sui dispositivi a ultrasuoni le verifiche indipendenti non hanno mostrato un effetto reale sulle zanzare.

Serve anche in città?

Sì, e spesso più che in campagna. La zanzara tigre è una specie urbana: si riproduce in piccolissime raccolte d'acqua — tombini, sottovasi, giocattoli lasciati fuori — e ha un raggio d'azione di poche decine di metri dal punto in cui è nata.

Avvertenza sui biocidi Usare i biocidi con cautela. Prima dell'uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto. Non applicare su pelle irritata o lesa, su ferite o intorno agli occhi. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Questo articolo ha finalità informative e commerciali e non sostituisce il parere di un professionista sanitario.

Torniamo al tavolo delle nove e mezza

Sostanza attiva dichiarata con la sua percentuale, numero di autorizzazione in etichetta, applicazione su tutta la pelle scoperta, riapplicazione dopo l'acqua, sottovasi vuoti. Cinque cose. Il resto è confezione.

Vedi il prodotto su Farmaè — 7,92 € Prezzo di listino 12,90 € · si apre il sito del venditore

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Fonti

  1. European Centre for Disease Prevention and Control — scheda informativa su Aedes albopictus (zanzara tigre), biologia, distribuzione e habitat larvali: ecdc.europa.eu
  2. Ministero della Salute — informazioni su zanzare e misure di prevenzione ambientale: salute.gov.it
  3. ECHA — Regolamento sui biocidi (UE) n. 528/2012, sostanze attive approvate per i repellenti cutanei (PT19) e obblighi di etichettatura: echa.europa.eu
  4. US EPA — criteri di scelta dei repellenti cutanei, sostanze attive registrate e durata della protezione: epa.gov

Le durate riportate nel grafico sono valori di riferimento tratti dalle fonti sopra indicate e variano in funzione della concentrazione, della temperatura, della sudorazione e della formulazione specifica di ciascun prodotto. Le distanze di percezione e la descrizione del test in gabbia sono riprese dalla letteratura entomologica e dai protocolli di valutazione dell'efficacia adottati dalle autorità regolatorie; le date relative allo sviluppo delle sostanze attive provengono dalla documentazione pubblica di registrazione.